Il governo e il parlamento porteranno le quote rosa in Italia: saranno a regime nel 2015, per allora il 30% dei membri dei cda delle aziende dovrà essere composto da donne.
"Fantastico!" gridano le femministe.
Mi si concede una visione alternativa?
Il distretto industriale vicino a casa mia le donne le tratta così: quando una fa un colloquio per cercare lavoro, una signorina che fa selezione del personale le chiederà sempre se la nostra candidata intenda avere una gravidanza a breve.
E' una domanda che per legge non si può fare, ma l'azienda ha deciso di fregarsene e per non sembrare troppo rude la domanda la fa porre dalla signorina addetta alla selezione del personale [*].
La nostra candidata negherà, ma se sarà stata convincente e il colloquio sarà andato a buon fine, non appena terminato il periodo di prova avrà diritto alle tutele sulla maternità. E visto che ogni donna sa di non poter essere biologicamente in grado di fare figli per sempre, un pensierino ce lo farà [**].
Che succede quando viene vista col pancione? Inizia il mobbing, banalmente. Sabotaggio sul lavoro.
Inizierà a non trovare gli attrezzi dove li ha lasciati, quello che fa sarà mal giudicato anche se lei non ha cambiato alcun protocollo, se in catena di montaggio quel che lei ha avuto cura di montare accuratamente sarà smontato quando arriverà all'operatore successivo.
Tutto questo si aggraverà di ritorno dal periodo di maternità. Quadri e dirigenti le diranno di essersi sentiti traditi (perché al colloquio di selezione, magari un anno prima, magari ha dichiarato "io a farmi una famiglia non ci penso proprio!"), i colleghi e le colleghe le toglieranno il saluto e nel giro di qualche mese sarà costretta a presentare le dimissioni perché non ce la fa ad andare avanti così. Se prova ad ingoiare il rospo e resistere arriverà il licenziamento per incompetenza ("giustificato motivo soggettivo"), motivato in base a tutti quegli atti di sabotaggio che dicevo prima.
Ora, governo e parlamento credono di risolvere questo problema mettendo una donna su tre in cda.
"Delle donne saranno più sensibili ai problemi delle donne": questo è il mantra che ci vogliamo ripetere.
Il problema è che non è così: la signorina che seleziona il personale non esita a porre domande personali ed illegali pur di compiacere la dirigenza. Lo farà col maggior tatto possibile, ma il senso è sempre quello: si chiede ad una donna (completa sconosciuta) se ha ed intende continuare ad avere rapporti protetti oppure no. Se ci pensate, è una domanda piuttosto imbarazzante, che la signorina non esita a fare.
Come saranno dunque le donne che scaleranno i ranghi aziendali ed entreranno in cda?
Di certo non avranno avuto una gravidanza mentre erano assunte in quell'azienda, sennòil meccanismo di mobbing sopra descritto avrebbe impedito loro non solo di fare carriera, ma anche solo di proseguire il lavoro in quella azienda.
Queste donne in cda saranno solidali con le necessità biologiche delle altre donne? Loro che 90 su 100 hanno sacrificato la maternità per la carriera, tuteleranno i diritti di quelle donne che vogliono fare una diversa scelta? O le colpiranno con ancora più invidia e cattiveria?
Chi conosce un minimo le donne sa come rispondersi.
* Effettivamente, considerando il "tatto" medio degli uomini, se fosse stato un uomo a porre quella domanda illegale avrebbe suonato più o meno come "ma quando ti fai sfondare dal tuo uomo, lui lo usa il gommino?". Un po' più imbarazzante.
** Per chi se lo stesse chiedendo, mia madre quando venne assunta per la prima volta dichiarò di non pensare ad una gravidanza pur sapendo benissimo di essere incinta. Questo più di 30 anni fa, ma la situazione non è cambiata di un capello.
domenica 13 marzo 2011
sabato 5 marzo 2011
Anthropological diversity
L'elettore tipo di destra è un dipendente privato.
L'elettore tipo di sinistra è un dipendente pubblico, un pensionato o uno studente.
Il dipendente privato ha da lavorare perché sennò lo buttano fuori. Il dipendente pubblico, il pensionato e lo studente non hanno simili vincoli e possono dedicarsi tranquillamente a profonde letture politiche, girotondi e compagnia bella.
Non solo.
Pensionato, pubblico dipendente e studente dipendono dalla macchina statale: se il governo cambia, loro sono i primi a risentirne.
Il governo può tagliare le pensioni, può ridiscutere i contratti della PA, può tagliare borse di studio o mettere il numero chiuso... è ovvio che questa gente sia interessata di politica perché, dipendendo dalla macchina statale, questa gente risente dei cambi di maggioranza più di ogni altra.
Al contrario è ben difficile che la situazione economica di un dipendente privato cambi a seguito di un cambio di governo.
Si tratta, quindi di adattamento all'ambiente.
Il destrorso fa da se.
Il sinistrorso ha bisogno della macchina statale.
L'elettore tipo di sinistra è un dipendente pubblico, un pensionato o uno studente.
Il dipendente privato ha da lavorare perché sennò lo buttano fuori. Il dipendente pubblico, il pensionato e lo studente non hanno simili vincoli e possono dedicarsi tranquillamente a profonde letture politiche, girotondi e compagnia bella.
Non solo.
Pensionato, pubblico dipendente e studente dipendono dalla macchina statale: se il governo cambia, loro sono i primi a risentirne.
Il governo può tagliare le pensioni, può ridiscutere i contratti della PA, può tagliare borse di studio o mettere il numero chiuso... è ovvio che questa gente sia interessata di politica perché, dipendendo dalla macchina statale, questa gente risente dei cambi di maggioranza più di ogni altra.
Al contrario è ben difficile che la situazione economica di un dipendente privato cambi a seguito di un cambio di governo.
Si tratta, quindi di adattamento all'ambiente.
Il destrorso fa da se.
Il sinistrorso ha bisogno della macchina statale.
L'elettore-tipo di sinistra si aspetta risposte dalla politica ai suoi problemi, perché immagina la macchina dello stato come una vacca da mungere quando ce n'è bisogno.
L'elettore-tipo di destra al contrario vede lo stato come un ostacolo: meno stato c'è meglio è, come tale non si aspetta che la politica risolva i suoi problemi.
E' l'idea che c'è dietro ad alcuni regolamenti parlamentari statunitensi, per dire. Ti sei mai chiesto perché il senato americano per deliberare senza problemi abbia bisogno di una maggioranza qualificata di 60 senatori su 100 (anziché la semplice maggioranza assoluta di 51 su 100)? Semplice: perché c'è l'idea che meno legislazione c'è, meglio è. Quindi in america produrre legislazione è difficile, perché c'è l'idea liberale che lo stato debba immischiarsi il meno possibile nella vita dei cittadini.
La nostra costituzione scritta da cattocomunisti ovviamente al contrario tratteggia una macchina pubblica totalizzante, che pretende di stabilire cosa devi studiare e dove ti devi far curare.
Βίοι Παράλληλοι
Cosa significa oggi essere colti in Italia? Significa aver passato 13 anni a scuola a sentire parlare gente mediamente sfigata che prende 1200€ al mese [1]. 13 anni a sentirsi raccontare la novellina della costituzione antifascista, dei partigiani buoni che da soli hanno liberato l'Italia dall'oppressione nazifascista e tutta un'altra enorme serie di panzane. 13 anni con dei dipendenti pubblici che ti plasmano a modo loro, perché tu uscito dalla scuola desideri essere un dipendente pubblico come loro.
E se sei abbastanza lecchino e mansueto avrai il tuo 100 di ordinanza [2] con cui andare all'università per fare filosofia o scienze politiche da cui uscirai col tuo 110&Lode di ordinanza.
Tutto questo mentre il nostro acculturato uomo di sinistra si sarà interessato alla politica, sottoscrivendo 30 appelli online il mese, tutti, anche quelli di MicroMega e NanoGiga. Fa le sue preziose marce per la pace ed i girotondi per la costituzione [3], va alle manifestazioni dei centri sociali e alle fiaccolate contro berlusconi e la mafia.
Ecco, prendiamo atto che l'uomo di centrodestra mediamente non ha questo vissuto.
L'uomo di centrodestra avrà mediamente schifato l'istruzione tradizionale. Sarà abituato anche mentalmente a farsi da sé, a non contare sullo stato né sugli altri per la propria riuscita.
Magari ha mollato la scuola a 16 anni e non saprà citare a memoria Wilde o Baudelaire, ma avrà vissuto più autonomamente dei borghesucci figli di papà che oggi sono la creme intelletuale della sinistra. Non andrà a dibattere con Flores D'Arcais sulla storia della filosofia orientale, ma saprà come campare e fare soldi senza parassitare sullo stato e sugli altri.
E' disinteressato di politica perché sa che la politica poco può fare per migliorare la sua condizione. Sa che quel che la politica potrebbe fare, nella realtà non viene mai attuato, e come tale ripone fiducia solo in se stesso. Sarà anche mediamente più felice perché non si aspetta che lo stato o qualche altro deus ex machina intervenga nella propria vita per aiutarlo.
[1] Sono figlio di un insegnante statale. E sì, posso dire che gli insegnanti sono mediamente degli sfigati incolti ed ignoranti. Gente che mediamente non vale niente e passa il tempo a rodersi dei propri fallimenti.
[2] Sono passato con 100 al liceo. E sì, posso dire che il modo più semplice per andare bene nella squola pubblica è non contestare, non approfondire, non criticare.
[3] Io ad uno dei primissimi c'ero, assieme a Pancho Pardi ed altra gente del genere. Posso dire che sono una delle cose più inutili del mondo, servono solo a chi ci va per sentirsi moralmente superiore agli altri. Potrebbero interessare ad un naturalista per fare una analisi antropologica, semmai.
E se sei abbastanza lecchino e mansueto avrai il tuo 100 di ordinanza [2] con cui andare all'università per fare filosofia o scienze politiche da cui uscirai col tuo 110&Lode di ordinanza.
Tutto questo mentre il nostro acculturato uomo di sinistra si sarà interessato alla politica, sottoscrivendo 30 appelli online il mese, tutti, anche quelli di MicroMega e NanoGiga. Fa le sue preziose marce per la pace ed i girotondi per la costituzione [3], va alle manifestazioni dei centri sociali e alle fiaccolate contro berlusconi e la mafia.
Ecco, prendiamo atto che l'uomo di centrodestra mediamente non ha questo vissuto.
L'uomo di centrodestra avrà mediamente schifato l'istruzione tradizionale. Sarà abituato anche mentalmente a farsi da sé, a non contare sullo stato né sugli altri per la propria riuscita.
Magari ha mollato la scuola a 16 anni e non saprà citare a memoria Wilde o Baudelaire, ma avrà vissuto più autonomamente dei borghesucci figli di papà che oggi sono la creme intelletuale della sinistra. Non andrà a dibattere con Flores D'Arcais sulla storia della filosofia orientale, ma saprà come campare e fare soldi senza parassitare sullo stato e sugli altri.
E' disinteressato di politica perché sa che la politica poco può fare per migliorare la sua condizione. Sa che quel che la politica potrebbe fare, nella realtà non viene mai attuato, e come tale ripone fiducia solo in se stesso. Sarà anche mediamente più felice perché non si aspetta che lo stato o qualche altro deus ex machina intervenga nella propria vita per aiutarlo.
[1] Sono figlio di un insegnante statale. E sì, posso dire che gli insegnanti sono mediamente degli sfigati incolti ed ignoranti. Gente che mediamente non vale niente e passa il tempo a rodersi dei propri fallimenti.
[2] Sono passato con 100 al liceo. E sì, posso dire che il modo più semplice per andare bene nella squola pubblica è non contestare, non approfondire, non criticare.
[3] Io ad uno dei primissimi c'ero, assieme a Pancho Pardi ed altra gente del genere. Posso dire che sono una delle cose più inutili del mondo, servono solo a chi ci va per sentirsi moralmente superiore agli altri. Potrebbero interessare ad un naturalista per fare una analisi antropologica, semmai.
martedì 1 marzo 2011
Bastonabile, bastonabilissimo!
Mi chiedo spesso quale sia la causa dell'insorgere di idee antidemocratiche.
Sono arrivato alla conclusione che la causa è comune sia all'estrema sinistra che all'estrema destra, ed è da ricondursi ad una errata percezione di se stessi.
Una persona antidemocratica è, a mio modo di vedere, una persona che ha stabilito che le proprie idee sono giuste e quelle degli altri sbagliate, anche se "gli altri" magari sono schiacciante maggioranza.
L'errata percezione di sé spiega come mai qualcuno giunga a questa conclusione. Una persona che si sopravvaluta tende a ritenersi superiore al suo prossimo. Ritenendosi superiore, ritiene che ogni stronzata che lui pensa sia automaticamente piena di valore. La conclusione è che le masse (composte, in questa visione delle cose, da esseri stupidi ed inferiori) devono adeguarsi al suo modo di pensare.
Credo che la miglior medicina per queste idee cancerogene siano tante sculacciate di mammà, così da riportare gli aspiranti dittatoruncoli alla reale mediocrità di loro stessi.
Sono arrivato alla conclusione che la causa è comune sia all'estrema sinistra che all'estrema destra, ed è da ricondursi ad una errata percezione di se stessi.
Una persona antidemocratica è, a mio modo di vedere, una persona che ha stabilito che le proprie idee sono giuste e quelle degli altri sbagliate, anche se "gli altri" magari sono schiacciante maggioranza.
L'errata percezione di sé spiega come mai qualcuno giunga a questa conclusione. Una persona che si sopravvaluta tende a ritenersi superiore al suo prossimo. Ritenendosi superiore, ritiene che ogni stronzata che lui pensa sia automaticamente piena di valore. La conclusione è che le masse (composte, in questa visione delle cose, da esseri stupidi ed inferiori) devono adeguarsi al suo modo di pensare.
Credo che la miglior medicina per queste idee cancerogene siano tante sculacciate di mammà, così da riportare gli aspiranti dittatoruncoli alla reale mediocrità di loro stessi.
lunedì 28 febbraio 2011
Due opposti estremismi non fanno una ragione
Sulle rivolte contro i regimi dittatoriali nel medio oriente si stanno affermando due punti di vista opposti, secondo me egualmente errati.
Ora vi spiego perché dal mio punto di vista queste sono solo un ammasso di sciocchezze.
- Il punto di vista tipico dell'ultra-destra è focalizzato sulla paura che ci sia al-Qaeda dietro alle manifestazioni di piazza, e che quindi il fine ultimo di queste sia creare nuovi regimi (islamici) volti a promuovere il terrorismo internazionale.
Come l'idra di Lerna: decapiti la testa di al-Qaeda in Afghanistan e questa si ripresenta in Libia, Tunisia e Egitto, più forte di prima e più vicina all'Occidente che mai.
Una variazione sul tema prevede invece che dietro le manifestazioni ci sia l'Iran.
- Il punto di vista tipico dell'ultra-sinistra viceversa prevede la colpevolizzazione dell'Occidente. L'Occidente, secondo questa scuola di pensiero, è colpevole di aver foraggiato per anni i dittatori come Mubarak, di aver chiuso un occhio sulle violazioni dei diritti umani perpetrate da questi, e di essere tuttora troppo tiepido nell'appoggiare le rivolte popolari.
L'Occidente, in quest'ottica, starebbe perdendo un'occasione per promuovere pace, libertà e democrazia.
Ora vi spiego perché dal mio punto di vista queste sono solo un ammasso di sciocchezze.
- Banalmente, ormai tutti si sono resi conto che non ci può essere una organizzazione terroristica con poche migliaia di adepti dietro a movimenti popolari che coinvolgono poco meno di un centinaio di milioni di vite arabe. Certo, nelle rivolte egiziane certamente organizzazioni (represse da Mubarak) come i Fratelli Musulmani hanno giocato il loro ruolo, ma è difficile credere che siano preponderanti. Basta vedere ad occhio la composizione della piazza per capire che non siamo davanti ad un nuovo Afghanistan.
Si tratta di paesi arabi in cui è nata una classe media relativamente benestante, che ha disponibilità economica per studiare, viaggiare, vestirsi all'occidentale e avere accesso alla rete. Non sarà questa gente che è scesa in piazza a far piombare il Nordafrica nella teocrazia oscurantista.
Inoltre al-Qaeda ha impiegato ben due settimane prima di rilasciare un comunicato a favore dei manifestanti: come dire che anche al-Qaeda (così come l'Occidente) è stata presa alla sprovvista da questo fenomeno. Ergo, non può essere al-Qaeda il mastermind che cerchiamo.
Non solo.
Chi vede la mano di Teheran dietro tutto questo confonde causa con effetto. Interpreta il cedimento egiziano sul passaggio delle navi da guerra da Suez come lo scopo delle macchinazioni iraniane quando banalmente è l'effetto di un vuoto di potere in Egitto. Chi crede che un regime sciita controlli le rivolte nel mondo sunnita non ha capito niente di Islam e non si rende conto che gli ayatollah sono più invisi di Israele alla gente di piazza Takrir.
- Chi accusa l'Occidente di negligenza e connivenza coi dittatori in compenso commette ben due errori.
Uno di real politk, un'altro di interpretazione dei fatti.
L'errore di real politik è il non prendere atto che l'Occidente ha tutto il diritto di fare affari con chi vuole, indipendentemente che siano bieche dittature o meno. Può non piacere, ma la realtà è questa. A chi ha qualcosa da ridire su questo, ricordo che nessuno stato occidentale che conti qualcosa ha disdegnato di fare affari con autocrati e dittatori.
Non lo disdegnano gli Stati Uniti, che essendo ancora la superpotenza principale del pianeta fanno affari con tutte le dittature esistenti, tranne alcune che sono per l'appunto bollate come "stati canaglia" (rogue states).
Non lo disdegna la Francia che era uno dei principali sponsor di Ben Alì in Tunisia e di svariati altri regimi liberticidi nelle sue ex colonie africane.
Neppure la Germania, che non esita a fare affari con la Russia di Putin pur di non fermare il flusso di gas dall'est.
Neppure il Regno Unito, che ha supportato assieme agli USA tutti i regimi che potessero contenere l'islamismo, incluso Mubarak e Musharraf in Pakistan.
Neppure un paese insignificante come la Spagna, che si vanta del suo rispetto dei diritti umani e dei matrimoni gay e dei diritti del cane e del gatto, disdegna di accettare 6 miliardi di euro cinesi (della stessa Cina che stronca le proteste con la forza ed arresta i premi Nobel per la pace, eh...) per rifinanziare il proprio enorme debito sovrano.
Nessuno di questi campioni della democrazia, dei diritti e del bla bla bla si tira indietro quando c'è da lucrare assieme ai dittatori. Come mai? Sono tutti stronzi (ma proprio tutti, eh, non si salva nessuno) oppure, banalmente, è un approccio realistico ai problemi?
Da sinistra si attacca l'Occidente intero per colpire il vero obiettivo, che è e resta Berlusconi che fa affari con Gheddafi. Almeno che i signori della sinistra lo dicano subito dove vogliono arrivare.
L'errore interpretativo è credere che l'Occidente possa veramente influire su ciò che sta accadendo.
Questo errore è dovuto ad una errata percezione di sé, all'idea (autoconsolatoria) di essere al centro delle decisioni e dei destini del pianeta. Peccato che non sia più così dal 1992, cioè da quando l'Europa è stata (giustamente!) declassata da limes dell'impero americano a provincia sonnolenta e irrilevante. E dal 2008 lo stesso cuore dell'impero americano è manifestamente in crisi (di solvibilità: il debito pubblico americano è nelle mani del suo principale avversario strategico).
L'Occidente non ha i mezzi per cambiare significativamente gli eventi in Nordafrica che si stanno dipanando in un momento in cui non c'è un chiaro equilibrio di forze internazionale bensì un vuoto di potere. In questo momento non c'è nessun attore internazionale che possa influire sulle piazze libiche o egiziane. Queste rivolte stanno esplodendo adesso che gli Stati Uniti non hanno la forza di imporre militarmente più nulla a nessuno e con una Cina che sta sì estendendo la propria sfera di influenza, ma che ancora esita a fare la voce grossa se non con gli avversari di sempre (Giappone e Taiwan in primis). Della UE, la cui "politica estera" è in mano alla baronessa Ashton, manco parlo perché tanto fa solo ridere i cani.
Che Washington o Bruxelles decidano o meno per le sanzioni alla Libia, per la no-fly-zone su Tripoli o per congelare i beni di Gheddafi, la realtà non cambia: rispetto agli eventi Nordafricani le potenze occidentali sono impotenti.
Certo, se volessimo potremmo accelerare la caduta dei regimi, così come avremmo potuto rallentarla se avessimo appoggiato Mubarak, Ben Alì e Gheddafi con maggior ardore. Ma si tratta di effetti minimi, probabilmente quantificabili nell'ordine delle settimane.
Gheddafi per quasi un decennio (1992-2001) è andato avanti senza avere l'appoggio di nessuna potenza straniera, né dell'URSS che era collassata né degli Stati Uniti per i quali era poco più di un terrorista.
Non deve stupire quindi l'assenza dei soliti attori internazionali. L'assenza più curiosa è stata quella inglese: mentre in Libia si rovescia un uomo che ha comandato il paese con pugno di ferro per oltre 40 anni, il premier britannico è in visita di stato all'estero e il vicepremier in vacanza in Svizzera. Per almeno 4 giorni nessuno a Londra aveva l'autorità per prendere posizione sul caso libico. E sapete una cosa? Nessuno se n'è manco accorto.
Più irrilevanti di così si muore.
domenica 20 febbraio 2011
Two opposing views on Silvio Berlusconi
La prima:
Ora, queste due visioni dei fatti non sono conciliabili, ma non sono comunque sullo stesso piano di credibilità.
Per svariati motivi, ma per uno in particolare. Se è vero che Berlusconi è un perseguitato, qualcuno ci dovrebbe spiegare perché lo è. Qual è, insomma, questa benedetta ragione X per cui i magistrati vogliono la sua testa.
Un blog che trovo interessante (link per quanto assolutamente irrispettoso di ogni regola di convivenza democratica) si è recentemente sforzato di fare ipotesi ed è arrivato alla più ridicola di tutte: la CIA baby. Peccato che alla CIA da almeno 20 anni non gliene freghi niente di cosa succede da queste parti visto che tanto il PD quanto il PdL non sono ostili agli interessi americani.
Per questo avrei piacere che chiunque si ritrovasse nel primo modo di vedere le cose riflettesse un attimo sulla ragione X. Pensateci, e se vi viene in mente qualcosa ditemelo (purché non sia la CIA di Uriel Fanelli o i marziani).
Io dal canto mio mi dico come la penso: tra due spiegazioni, la più semplice è quella da acecttare come più veritiera. Se io per spiegare un fenomeno faccio ricorso alla presenza di agenti esogeni, devo poi giustificare il perché del loro intervento.
Altrimenti dico che la mia ipotesi di spiegazione è sbagliata e passo oltre.
- I magistrati sono ostili a Berlusconi ed alla destra in generale per la ragione X, e farebbero qualunque cosa per incriminare lui o qualunque suo successore.
Infatti prima di "scendere in politica" Berlusconi non era sotto assedio giudiziario. - A causa di questo la riforma della corte costituzionale e la separazione delle carriere di magistrati e pubblici ministeri sono una priorità per l'Italia, perché i giudici minano la nostra democrazia assalendo senza sosta la destra (chiunque sia il leader della destra: oggi tocca a Berlusconi la gogna giudiziaria, ma toccherà a chiunque sia vincente ed inviso alla Bocassini).
- Berlusconi ha commesso e commette sistematicamente reati.
Dalla concussione fatta in qualità di Presidente del Consiglio alla corruzione di avvocati allo sfruttamento della prostituzione di minori. - Per questa ragione Berlusconi cerca di fare leggi per sé solo al fine di salvarsi. La riforma della giustizia così come viene pensata dal PdL, ad esempio, non è una priorità per nessuno se non per lui solamente per mettere i bastoni tra le ruote alle inchieste che lo vedono imputato.
Ora, queste due visioni dei fatti non sono conciliabili, ma non sono comunque sullo stesso piano di credibilità.
Per svariati motivi, ma per uno in particolare. Se è vero che Berlusconi è un perseguitato, qualcuno ci dovrebbe spiegare perché lo è. Qual è, insomma, questa benedetta ragione X per cui i magistrati vogliono la sua testa.
Un blog che trovo interessante (link per quanto assolutamente irrispettoso di ogni regola di convivenza democratica) si è recentemente sforzato di fare ipotesi ed è arrivato alla più ridicola di tutte: la CIA baby. Peccato che alla CIA da almeno 20 anni non gliene freghi niente di cosa succede da queste parti visto che tanto il PD quanto il PdL non sono ostili agli interessi americani.
Per questo avrei piacere che chiunque si ritrovasse nel primo modo di vedere le cose riflettesse un attimo sulla ragione X. Pensateci, e se vi viene in mente qualcosa ditemelo (purché non sia la CIA di Uriel Fanelli o i marziani).
Io dal canto mio mi dico come la penso: tra due spiegazioni, la più semplice è quella da acecttare come più veritiera. Se io per spiegare un fenomeno faccio ricorso alla presenza di agenti esogeni, devo poi giustificare il perché del loro intervento.
Altrimenti dico che la mia ipotesi di spiegazione è sbagliata e passo oltre.
sabato 5 febbraio 2011
Come fottere il pensiero mainstream
Questo post me lo prendo per parlare di me medesimo.
Per prima cosa faccio mea culpa: per anni mi sono adagiato nell'alveo comodo del pensiero mainstream.
Cioè il pensiero di massa dell'ambiente che mi circonda.
Siccome l'ambiente che mi circonda ha una certa moralità e decenza, oltre che una certa istruzione, ero uno dei soliti stronzi radical chic con l'erre moscia che impesta la sinistra italiana da non so quando.
Se sono cambiato, in questi anni, paradossalmente lo devo anche alla cosiddetta "satira", la cui difesa ad oltranza è uno dei cavalli di battaglia della solita sinistra fancazzara.
In che modo?
Semplice.
La satira presenta le idee dell'altro. Certo, le ridicolizza, ma almeno le presenta.
Ovviamente, queste idee sono antitetiche a quelle del pubblico cui la satira si rivolge, quindi queste idee devono essere ridicolizzate perché tale pubblico riesca a stare a sentirle senza provare disgusto.
Mi ricordo sempre un bellissimo episodio del "Caso Scafroglia", trasmissione di quel genio di Corrado Guzzanti su Rai3 di quasi una decina di anni fa.
C'è Guzzanti che fa Luttwak e tiene al guinsaglio un noglobal; lo obbliga ad abiurare il socialismo e abbracciare il libero mercato, passando per una apologia del bipolarismo.
Il genio di Guzzanti ci presenta un Luttwak arcigno e delirante, che impone il suo pensiero inframmezzandolo con espressioni naziste che ricordano il Dottor Stranamore.
Ma quel che fa anche quel video (come tutta la satira ben fatta) è ricordarci che esiste una alternativa al pensiero mainstream della sinistra.
Le idee antitetiche espresse dalla satira fanno capolino nella testa degli spettatori.
Vengono derise e tutto il resto, ma ci entrano.
Poi uno nel suo privato magari le ripete ad altri, in tono farsesco, o magari per fare del cinismo raffinato.
In questo modo diventa possibile esprimere pareri contrari al pensiero mainstream anche in circoli mainstream, basta farne delle caricature e dire tali pareri in modo scherzoso.
Infine, tali pensiero perdono il loro carattere ridicolo e caricaturale nel momento in cui ci si sofferma a rifletterci su un attimo. Nel momento in cui vengono epurati dalla cornice grottesca della satira o dello scherzo, emerge fuori che anche l'altro ha le sue ragioni, i suoi motivi, che non è il mostro paranazista che viene dipinto e che le sue idee hanno una loro dignità.
Il percorso con cui responsabilizzazzione, libero mercato e competizione sono entrati nella mia testa di comunistello di merda passa anche dalla satira (oltre che dall'evidente fallimento delle politiche assistenziali, consociativistiche e nepotistiche tanto care a buona parte dell'intellighenzia di sinistra).
Il regalo migliore che il pensiero mainstream della sinistra ci fornisce, è il grimaldello per uscirne fuori.
Grazie satira!
Per prima cosa faccio mea culpa: per anni mi sono adagiato nell'alveo comodo del pensiero mainstream.
Cioè il pensiero di massa dell'ambiente che mi circonda.
Siccome l'ambiente che mi circonda ha una certa moralità e decenza, oltre che una certa istruzione, ero uno dei soliti stronzi radical chic con l'erre moscia che impesta la sinistra italiana da non so quando.
Se sono cambiato, in questi anni, paradossalmente lo devo anche alla cosiddetta "satira", la cui difesa ad oltranza è uno dei cavalli di battaglia della solita sinistra fancazzara.
In che modo?
Semplice.
La satira presenta le idee dell'altro. Certo, le ridicolizza, ma almeno le presenta.
Ovviamente, queste idee sono antitetiche a quelle del pubblico cui la satira si rivolge, quindi queste idee devono essere ridicolizzate perché tale pubblico riesca a stare a sentirle senza provare disgusto.
Mi ricordo sempre un bellissimo episodio del "Caso Scafroglia", trasmissione di quel genio di Corrado Guzzanti su Rai3 di quasi una decina di anni fa.
C'è Guzzanti che fa Luttwak e tiene al guinsaglio un noglobal; lo obbliga ad abiurare il socialismo e abbracciare il libero mercato, passando per una apologia del bipolarismo.
Il genio di Guzzanti ci presenta un Luttwak arcigno e delirante, che impone il suo pensiero inframmezzandolo con espressioni naziste che ricordano il Dottor Stranamore.
Ma quel che fa anche quel video (come tutta la satira ben fatta) è ricordarci che esiste una alternativa al pensiero mainstream della sinistra.
Le idee antitetiche espresse dalla satira fanno capolino nella testa degli spettatori.
Vengono derise e tutto il resto, ma ci entrano.
Poi uno nel suo privato magari le ripete ad altri, in tono farsesco, o magari per fare del cinismo raffinato.
In questo modo diventa possibile esprimere pareri contrari al pensiero mainstream anche in circoli mainstream, basta farne delle caricature e dire tali pareri in modo scherzoso.
Infine, tali pensiero perdono il loro carattere ridicolo e caricaturale nel momento in cui ci si sofferma a rifletterci su un attimo. Nel momento in cui vengono epurati dalla cornice grottesca della satira o dello scherzo, emerge fuori che anche l'altro ha le sue ragioni, i suoi motivi, che non è il mostro paranazista che viene dipinto e che le sue idee hanno una loro dignità.
Il percorso con cui responsabilizzazzione, libero mercato e competizione sono entrati nella mia testa di comunistello di merda passa anche dalla satira (oltre che dall'evidente fallimento delle politiche assistenziali, consociativistiche e nepotistiche tanto care a buona parte dell'intellighenzia di sinistra).
Il regalo migliore che il pensiero mainstream della sinistra ci fornisce, è il grimaldello per uscirne fuori.
Grazie satira!
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